Villa detta la Saracena, Santa Marinella (Roma). 1954

Committente: Francesco Malgeri

Apparato decorativo: C. Falkenstein (cancello del grottone a mare), G. Belardelli (stucchi), Grisotti (ceramiche)

Collaboratori: arch. Quadarella, ing. Colombini (strutture)

Impresa: Ditta Belardelli


A partire dal 1954, Moretti realizza a Santa Marinella tre ville denominate: la Saracena, la Califfa e la Moresca. Le tre costruzioni, ubicate in località Tor Chiaruccia, sorgono su tre lotti affiancati.

Con le dovute differenze che le individuano e le caratterizzano, le costruzioni fanno parte di un unico processo progettuale, come dimostra anche la documentazione conservata nell’ archivio con i continui rinvii da un progetto all’altro, e come esprime Moretti che motiva le richieste di varianti in corso d’opera, presentate al comune di Santa Marinella, con la necessità di armonizzare tra loro le costruzioni: “…due costruzioni vicine … ormai ben note nel mondo architettonico e alle quali deve intonarsi nell’interesse dell’estetica cittadina la nuova costruzione…”.
 

Moretti ha detto:

La Casa al Mare della Principessa L. P. C. [Luciana Pignatelli Cortez] a Santa Marinella è in ordine di tempo l’ultima opera realizzata dall’ Architetto Moretti. Il progetto è del ’55, del periodo che vedeva costruire l’ultimo ardito edificio, quello a sbalzo per nove metri sulla strada, dell’emozionante e quasi allucinante complesso edilizio di Corso Italia in Milano.

La Casa a Santa Marinella, come il complesso edilizio di Corso Italia, sono due fatti veramente nuovi nell’architettura attuale. La potenza, la fantasia, la libertà e nello stesso tempo il vigore della loro espressione si leggono dalla impostazione generale delle masse volumetriche al più minuto dettaglio.

Ma la Casa al Mare sembra a nostro parere particolarmente distaccarsi dalle altre opere per una poesia così profonda, distesa e sensibile da fare palese, come è raro riscontrare se non in alcune opere antiche, quei valori puramente lirici che un architettura può esprimere come un tessuto puramente musicale. La Casa al Mare è distesa nella striscia di terreno che si affaccia sul mare roccioso nei suoi due nuclei fondamentali: il chiuso volume della parte destinata alle stanze di riposo e da letto e l’aereo salone tutto aperto verso il mare. I due elementi sono collegati da una galleria ombreggiata che si distende a fianco del giardino che per spazi e sistemazione di verde è il vero grande salone sul mare. È una casa di sapore tanto mediterraneo da toccare il gusto della casa araba, serrata, odorosa di frescura. Vi è come una memoria della Zisa di Palermo e delle case egee. Persino le ceramiche sul camino circolare sembrano risuonare la felicità di Lindo. Il gusto di vita, la melanconia calma e felice di questa casa, le sorprese delle sue prospettive, la delicatezza dei suoi dettagli ne fanno un opera rara e forse unica nell’architettura moderna. Ove ritrovare il giardino segreto per le erbe aromatiche – disposto in ombra sicché i profumi si librino e non siano arsi subito dal calore – ricavato con tanta semplicità è così vivo nel tessuto della casa? Ove leggere meglio lo spazio circolare come spazio magico che divide la casa dai fastidi del mondo e li filtra e li deposita ai piedi della scala di accesso?

Tutta la casa è come immersa in un atmosfera di sogno. La superficie di tutte le sue pareti è scabra come incastrata da secoli in un mare strano e luminoso. Vibra in ogni suo punto e quasi trema nell’aria. I pavimenti sono in maiolica napoletana a campo unito ove, in alcuni spazi limitati, sono disposte maioliche con fiori, rami, piccoli oggetti, uccellini, ecc. Nella Casa di Santa Marinella si leggono direttamente le qualità emotive delle murature come tali, cioè come peso, come disegno rastremato col diminuire dei carichi, come forza di sostegno e di spartizione degli spazzi. Forse il segreto della costruzione è proprio in questa semplicità di lettura in ogni sua parte del fatto muro, fatto primordiale alle case di ogni emozione architettonica
 
Documentazione conservata in archivio
  • Regolamento edilizio del comune di Santa Marinella (1951); copie delle tavole di progetto approvato dalla Commissione edilizia del Comune di Santa Marinella il 13 settembre 1955; documentazione, e copia di 2 tavole di progetto, riguardante i permessi concessi dalla Capitaneria di porto del compartimento competente il 12 aprile 1956; documentazione e n. 9 copie delle tavole di progetto inerenti l'approvazione della variante rilasciata dal Comune di Santa Marinella e al sig. Malgeri, 23 maggio 1956; ordinanza di sospensione dei lavori, dicembre 1956; relazione descrittiva, completa di computo metrico, redatta successivamente alla costruzione della villa.
  • Elaborati grafici, n. 59 disegni originali: planimetria della villa, studi preliminari della pianta, sezioni e prospetti, dettagli architettonici e costruttivi, tavole con annotazioni e prescrizioni per il cantiere, ordinativi e dettagli costruttivi degli infissi interni ed esterni, studi per i cancelli d'ingresso, disegni degli arredi e dei decori in ceramica.
  • N. 186 tavole del progetto esecutivo: rilievi dell'area (eseguiti dal geom. Cianfroni), piante, sezioni, prospetti; tavole di rilievo in corso d'opera, abaco e tavole di dettaglio per l'esecuzione e messa in opera degli infissi esterni ed interni, tavole di dettaglio per la realizzazione delle scale interne; impianti idro-sanitari; sistemazione zone esterne, prime ipotesi di disegno i cancelli esterni, realizzati successivamente dalla scultrice C. Falkenstein; disegni di arredi; elementi di finitura.
  • Fotografie degli elaborati per la presentazione del progetto, del fabbricato; fotografie dell'esecuzione delle opere in ferro da parte di C. Falkenstein.
 
Bibliografia


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