Progetto per il santuario sul lago Tiberiade, Taghba (Palestina). 1967

Committente: Ordine dei francescani custodi del Santo sepolcro


Il santuario, intitolato al Primato di Pietro,  avrebbe dovuto sorgere sulle sponde del lago di Tiberiade, in Palestina, in uno dei luoghi più ricchi di significato per il mondo cristiano.

L’edificio, il cui progetto era stato approvato dalla Pontificia commissione centrale per l’arte sacra in Italia e la cui prima pietra era stata benedetta in Vaticano dal papa Paolo VI, non fu più realizzato.

Il progetto è fortemente connotato da una serie di segni-simbolo e dalla volontà di realizzare uno spazio religioso che esalti l’ambiente esterno.
 

Moretti ha detto:

Tagba non ha centro abitato, è solo un luogo un tempo così dolce da essere nominato il “Paradiso di Genazaret”. A poca distanza dal lago di Tiberiade e dalla piccola insenatura dove la tradizione vuole che si rifugiassero le barche degli Apostoli, da tempo immemorabile si venera la roccia ove Gesù riposava dividendo il cibo con gli Apostoli …

A proteggere la pietra venerata, vicino al porticciolo, dai primi secoli del cristianesimo, fu eretta una piccola cappella che, erosa dal tempo, venne nel 1935 ricostruita seguendo le tracce appena visibili dell’antico perimetro…

Meta di continui pellegrinaggi, la cappella attuale, per la sua modestissima superficie e più ancora per le aperture minime che sbarrano la vista dei luoghi intorno e rendono, specie nei giorni caldi e nelle ore insolate, affannosa la visita e la sosta, non risponde assolutamente alle necessità materiali e spirituali dell’ambiente, che già di per sé, con la sua incorporea visione, infonde, specie al cadere del sole, una dolcezza e uno stordimento sovrumani.

Per tutto questo mondo di incredibili sensazioni è spontaneo onorare e riparare i luoghi sacri della tradizione non in ambienti chiusi e affocati ma soltanto sotto grandi, antiche, liturgiche “umbrella” sicchè l’ombra e il vento fresco del lago possano rendere incantante il sostare e il pregare alla vista di quel mare di Galilea, le cui acque e il cielo, nella ineffabile luce, portano ancora tangibile il segno del Signore. Le grandi “umbrella” del Santuario, non circondate da pareti, aperte alla intera incantevole visione del mare di Galilea, sono sorrette da tre piloni soltanto, simbolo delle tre domande che Cristo rivolse a Pietro Figlio di Giona. I piloni sono di tre diverse altezze. Il primo, più alto del secondo, vuole essere simbolo della domanda che la fiducia del Signore pose a quel Pietro, generoso e impetuoso, che sfoderò la spada contro il servo traditore del Sinedrio. Il secondo pilone, più basso, è quasi lo specchio di quello immediato rimorso che sorge in Pietro dopo la prima domanda di Gesù, ricordando nel suo cuore di averlo rinnegato tre volte “prima dell’alba”. Il terzo pilone, più alto e glorioso si alza come il simbolo della terza ripetuta domanda e della umile e commossa risposta di Pietro: “Signore tu sai tutto, sai che ti amo”

Sul vertice dei tre piloni saranno tradotti in chiari simboli (spada, gallo, pietra) i tre momenti incalzanti e umani delle domande di Gesù a Pietro.

I tre piloni sono legati visualmente, prossimi al loro spiccare da terra da una lunghissima mezza carena in bronzo, simbolo della grande barca di Pietro pescatore di anime; carena che traversa tutto l’amplissimo spazio oltre le “umbrella” per scattare, come volare, sulle acque.

Le cinque “umbrella” , sono sorrette dai tre piloni e la cui struttura generale sarà in cemento bianco e acciaio, coprono con la loro superficie di oltre mq. 1200, completamente lo spazio sacro: la venerata roccia, la scaletta che scende al lago, i resti di una costruzione dei primi secoli.

Il terreno che le “umbrella” riparano è sistemato ad anfiteatro a gradoni….           

Nello spazio propriamente sacramentale troveranno luogo un grande altare per le concelebrazioni, il Ciborio, l’ambone e il seggio dei sacerdoti.
 
Documentazione conservata in archivio
  • Appunti preliminari sul progetto del santuario, analisi dei fattori ambientali e climatici per la fase progettuale; schizzi a penna e matita del santuario; relazione di progetto; copie cianografiche dell'area d'intervento (3 copie); corrispondenza tra Moretti e mons. Folloni, Lino Cappiello e padre B. Antonucci (1965 - 1967); estratti da «L'Osservatore romano» del 19 mag. 1968, «Il Tempo» del 12 giu. 1969; Taghba, scritto di Moretti per «Civiltà delle macchine», 1970, 1.

  • Elaborati grafici: disegni originali (schizzi e studi), rilievi, progetto di massima.
  • Fotografie: modello, elaborati di progetto.
 
Bibliografia

50 immagini di architetture di Luigi Moretti, introduzione di Giuseppe Ungaretti; con un disegno di Giuseppe Capogrossi, Roma, De Luca, 1968
Approvato il progetto per il santuario del Primato di S. Pietro in Tagbha, in «L’Osservatore romano», 19 mag. 1968
Moretti Luigi, Tagba, in «Civiltà delle macchine», XVIII (1970), 1, pp. 37-38
Moretti Luigi, Il nuovo santuario del Primato di San Pietro in Tagba sul lago di Tiberiade, in «Domus», 1972, 482, pp. 12-17
Pica Agnoldomenico, Due opere di Luigi Moretti: una casa sul Tirreno e un santuario sul lago di Tiberiade, in «Domus», 1970, 482, p. 6
Pica Agnoldomenico, Luigi Moretti: un architetto al di là del cantiere, in «Civiltà delle macchine», 1973, 3-4, pp. 59-66
Luigi Moretti, a cura di Salvatore Santuccio, Bologna, Zanichelli, 1986 (Serie di architettura, 21), pp. 162-165
Luigi Moretti: opere e scritti, [a cura di] Federico Bucci, Marco Mulazzani, Milano, Electa, 2000 (Documenti di architettura)
Belli Gemma, Luigi Moretti: il progetto dello spazio sacro, Firenze, Alinea, 2003, pp. 89-97 (Saggi e documenti di storia dell’architettura, 43)
Archivio centrale dello Stato, Luigi Moretti: la Casa delle Armi, le sue opere e il suo archivio, esposizione e catalogo a cura di Massimo Domenicucci...[et al.], Roma, Ministero per i beni e le attività culturali, 2005 (Quaderni dell’ACS)
Finelli Luciana,  Luigi Moretti la promessa e il debito: architetture 1926-1973, con un saggio su La casa della Gioventù in Trastevere di Luigi Corvaja e Antonino Gurgone,  Roma, Officina, 20052, p. 101