Palazzina per abitazioni detta San Maurizio, Roma, località Monte Mario. 1962

Committente: Società S. Maurizio S.p.a.

Impresa: Alberto Ginobbi

Proprietà: Sandro Campilli


Quando viene incaricato di occuparsi del progetto della palazzina denominata S. Maurizio, Moretti era ancora impegnato nella realizzazione del Watergate a Washington. Nella progettazione di quel complesso edilizio aveva sperimentato la possibilità di risolvere le problematiche percettive di un fabbricato attraverso l’uso di un elemento architettonico, le balconate, sviluppato in senso strettamente formale.

Anche le caratteristiche percettive del fabbricato che Moretti si accingeva a progettare erano piuttosto singolari: la particolare posizione dell’area destinata alla costruzione della palazzina, ubicata sulle pendici di Monte Mario, in un punto che gode di una vista privilegiata sulla città ma che, al tempo stesso, offre un unico punto di vista del fabbricato stesso, ovvero dal basso.

Moretti  decide di puntare proprio sulla vista e sulla percezione visiva per risolvere l’aspetto formale dell’unico fronte effettivamente visibile della palazzina. Anche in questo caso, come nel Watergate,  sviluppa l’elemento delle balconate ma in questo caso lo tratta come un elemento plastico interpretandolo all’estremo e scegliendo di differenziare gli aggetti delle balconate ad ogni piano “secondo profili mai coincidenti”. Le soluzioni funzionali, architettoniche e strutturali nella disposizione e distribuzione degli appartamenti non possono che derivare da quelle scelte.  

Nell’archivio sono conservati alcuni disegni riferibili ad una ipotesi di raddoppio della palazzina non sviluppata in fase di progettazione esecutiva.

 

Moretti ha detto:

Questa architettura è il tentativo di dare forma a un sentimento di violenta espansione che dall’interno delle strutture vuole versarsi verso l’esterno; una carica di energia che dall’interno vuole esplodere verso l’esterno e le sue forze contrarie e contraddittorie. Alcune delle architetture barocche più intense (Borromini, S. Ivo) hanno questo strano senso di esplosione costretta nelle sue forme finali dalle forze avverse del mondo; senso che è poi al fondo di ogni fatto, non remissivo, di architettura, che, in quanto tale, si attua sempre forzando, conquistando e rompendo il mondo esterno. La spina che divide gli spazi dei diversi appartamenti dovrebbe segnare la linea di divergenza delle due direzioni di espansione proprie di ciascuna delle due colonne di spazi omogenei.

Vi è anche la ricerca, in questa costruzione, di trovare nuove modulazioni agli usurati schemi di volumi prismatici, individuando nuove forme dinamiche che vivano del giuoco di contrappunto (curvature, luce, materia, ecc.) dell’une sull’altre.
 
Documentazione conservata in archivio
  • Relazione tecnica del 24 gennaio 1961, nota riguardo all'ubicazione dei due fabbricati e proposta di realizzazione di un solo villino; relazione tecnica del 25 luglio 1961: realizzazione di una solo villino; corrispondenza con la committenza e la ditta esecutrice dei lavori, corrispondenza riguardante la parcella dello studio Moretti (22.05.1961-03.12.1965); 3 fogli con schizzi e annotazioni sulla distribuzione interna delle abitazioni e l'esecuzione dei balconi.
  • Elaborati grafici, n. 13 disegni originali: studio dei prospetti, schizzi per i cancelli d'ingresso; n. 83 tavole del progetto di massima per la prima ipotesi di progetto, viste prospettiche dei due villini, progetto esecutivo della soluzione definitiva.
  • Fotografie.
 
Bibliografia

Roma. Palazzina a Monte Mario, architetto Luigi Moretti, in «L’Architetto», X (1965), 3
Luigi Moretti: un movimento erompente, dall’interno all’esterno, in «Domus», (1965), 428
Santini Pier Carlo, Incontro con Luigi Moretti, in «Ottagono», 1970, 16, pp. 87-92
Rossi Piero Ostilio, Roma: guida all’architettura moderna 1909-1984, Roma-Bari, Laterza, 1984, p. 252 (Grandi opere)
50 immagini di architetture di Luigi Moretti, introduzione di Giuseppe Ungaretti; con un disegno di Giuseppe Capogrossi, Roma, De Luca, 1968
Luigi Moretti, a cura di Salvatore Santuccio, Bologna, Zanichelli, 1986 (Serie di architettura, 21), pp. 136-139
Garofalo Francesco, Moretti e Roma, Itinerario Domus 75, in «Domus», 1992, 734
Luigi Moretti: opere e scritti, [a cura di] Federico Bucci, Marco Mulazzani, Milano, Electa, 2000 (Documenti di architettura)
Archivio centrale dello Stato, Luigi Moretti: la Casa delle Armi, le sue opere e il suo archivio, esposizione e catalogo a cura di Massimo Domenicucci...[et al.], Roma, Ministero per i beni e le attività culturali, 2005 (Quaderni dell’ACS)
Finelli Luciana, Luigi Moretti la promessa e il debito: architetture 1926-1973, con un saggio su La casa della Gioventù in Trastevere di Luigi Corvaja e Antonino Gurgone, Roma, Officina, 20052, pp. 81-83
Greco Antonella – Remiddi Gaia, Luigi Moretti: guida alle opere romane, Roma, Palombi, 2006, pp. B 22 (Il moderno attraverso Roma, 5)