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Villaggio Olimpico, Roma. 1958![]() Committente: Istituto nazionale per le case degli impiegati dello Stato (I.N.C.I.S.) Coprogettisti: Vittorio Cafiero, Adalberto Libera, Amedeo Luccichenti, Vittorio Monaco Nelle biografie scritte nel corso degli anni, un dato comune riguarda l’atteggiamento critico che Moretti ha sempre avuto nei confronti dell’attività dell’INA Casa. Tuttavia, tra il 1958 ed il 1960, è proprio il tema della casa economica ad impegnarlo per tre incarichi successivi: a Livorno il Quartiere CEP, a Roma il Villaggio olimpico ed il Quartiere INCIS a Decima. L’incarico per il progetto del Villaggio Olimpico viene assegnato dall’INCIS, Istituto per le case degli impiegati statali, che ha anche il compito di gestire la destinazione degli immobili successivamente alle Olimpiadi del 1960. L’ente affida la progettazione ad un gruppo di professionisti: Moretti, Cafiero, Libera, Luccichenti e Monaco; a Nervi invece va l’incarico del progetto strutturale del viadotto di Corso Francia. Riconosciuto uno dei migliori quartieri di edilizia pubblica realizzati a Roma, il progetto del Villaggio olimpico, vince nel 1961 il premio regionale IN/ARCH. Di quel progetto Moretti rivendica l’impostazione planimetrica, decisa dopo un’attenta valutazione dei fattori paesaggistici che caratterizzavano la zona d’intervento, compresa tra Villa Glori e le sponde del Tevere. Il rispetto dell’ambiente naturale esistente e la progettazione delle aree destinate al verde all’interno del quartiere diviene uno degli elementi principali sia per impostazione urbanistica e che per la scelta delle tipologie edilizie da adottare. Sono gli anni in cui Moretti per interesse personale e per incarichi professionali elabora studi e lavori sul paesaggio e sullo sviluppo delle aree verdi in zone urbanizzate, pertanto non è difficile immaginare quale sia stato il suo ruolo all’interno del gruppo di lavoro per il Villaggio olimpico.Moretti ha detto: “Le popolazioni di un grande centro urbano hanno lo specchio del loro modo di vivere – cioè della loro civiltà – nella misura, nel disegno, nella dislocazione degli spazi verdi di cui possono usufruire. Non sarà mai abbastanza la cura di chi ha la responsabilità di governo nell’avvantaggiare realisticamente e praticamente - e non con promesse e affermazioni teoriche – la quantità di verde e soprattutto la disposizione di questo verde nel territorio di una grande città.„
Ministero dei lavori pubblici. Centro studi, Opere per l’Olimpiade di Roma, Roma, Tip. Abete, 1960 |
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