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Piazzale dell'Impero al Foro Mussolini, Roma. 1937![]() Committente: Opera nazionale balilla Collaboratori: Angelo Canevari, Achille Capizzano, Giulio Rosso, Gino Severini L’incarico, affidato a Moretti da Ricci presidente dell’Opera nazionale balilla, prevedeva la realizzazione di un piazzale destinato a funzioni rappresentative e commemorative. L’area, in cui Moretti si trova ad intervenire, era, di fatto, già fortemente segnata dalla presenza di due elementi di grande rilievo: la Fontana della sfera, degli architetti Pediconi e Paniconi, ed il monolite di Costantini; due emergenze architettoniche che già nel precedente Piano regolatore del Foro disegnato da Del Debbio erano destinate ad incidere fortemente sullo sviluppo prospettico di tutta l’area. Il progetto di Moretti, come testimoniano i disegni presenti nel suo archivio, si sviluppa tutto sul tema della percezione visiva: il rapporto tra le preesistenze ed i nuovi elementi architettonici, la percezione dello spazio e dell’apparato decorativo da parte di chi percorre il piazzale. Lo superficie trapezoidale, che si sviluppa per un lunghezza di m. 280 ed una larghezza media di m. 80, viene differenziata attraverso la creazione di dislivelli minimi, sottolineati dal diverso trattamento della pavimentazione, in marmo nella parte centrale a mosaico nelle zone laterali. Il percorso è scandito da una doppia fila di blocchi marmorei, 11 per ciascuno dei lati ed altri 6, di dimensioni maggiori, posti a sottolineare i due ingressi principali, verso l’obelisco e verso la fontana.Moretti ha detto: “Più propriamente diremo che si tratta di una strada, di un viale, di una δρόμος monumentale, concepita nel senso - processionale e sacrale – dei cosiddetti «viali delle sfingi» della tradizione templare egiziana. Il tema, che imponeva una sorta di calendario commemorativo, è svolto nella maniera più semplice, e perciò stesso più efficace: una duplice teoria di cippi prismatici con iscrizioni incise in capitale lapidario. L’impiego esclusivo di un solo materiale, il marmo di Carrara, conferisce unità, anche nel colore e nella luce, alla composizione. Le poche variazioni cromatiche, intese in senso architettonico, sono ottenute con le mutazioni delle superfici che riflettono la luce, alternamente levigate o bocciardate, e con l’impiego del mosaico pavimentale e tessere di marmo bianche e nere.„
Moretti Luigi, Il piazzale dell’impero al Foro Mussolini in Roma, Milano, Garzanti, 1941 |
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